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Quali sono le principali sfide del 2024 per raggiungere una mobilità più sostenibile?

La mobilità sostenibile è un campo in continua evoluzione, lo dimostrano anche i report sulla mobilità del 2023 che rivelano un panorama incoraggiante ed evidenziano come da una parte cresca la consapevolezza dell’urgenza di una transizione e dall’altra tutte le parti interessate si impegnino a favore di una concreta crescita sostenibile.

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L’interesse per la mobilità attiva cresce, cresce il numero delle colonnine di ricarica per i mezzi elettrici, crescono gli investimenti per la realizzazione di infrastrutture, si sviluppano tecnologie che permettono di usufruire di una mobilità integrata e connessa. Non c’è dubbio che la transizione verso la mobilità sostenibile sia in corso ma ci sono ancora molte sfide da affrontare che richiedono l’impegno collettivo delle persone, degli enti pubblici e delle aziende private per:

  1. Realizzare un numero maggiore di strutture di ricarica soprattutto nelle aree periferiche delle città che non sono ancora servite in modo sufficiente;
  2. Incentivare i cittadini all’acquisto di mezzi elettrici con contributi o agevolazioni;
  3. Promuovere la sinergia tra pubblico e privato per realizzare servizi di mobilità integrata efficienti.

Inoltre, è opportuno ancora promuovere la cultura del movimento sostenibile cercando di superare le obiezioni psicologiche che frenano l’utilizzo di mezzi alternativi.

La cultura dell’auto nel nostro paese è ancora una cultura forte. I dati sulla diffusione delle auto ci rivelano che nel 2022 si registrano 67,5 auto ogni 100 abitanti, al di sopra della media europea che è di 51,2. Inoltre, sappiamo che il 40% dei tragitti in auto sono inferiori ai 5 km e il 20% dei tragitti in auto sono inferiori ai 2 km.

L’impatto ambientale dei trasporti costituisce ancora in Italia la principale fonte di emissione di gas serra (Fonte ISPRA).

Vale la pena ricordare, oltre ai comportamenti e al loro impatto sull’ambiente in termini di inquinamento, la questione economica: i costi di possesso e di mantenimento di un’auto si aggirano intorno ai 6000€ all’anno, escluso il carburante (Fonte ACI).

L’adozione di modelli alternativi all’uso di auto per tragitti brevi e brevissimi è dunque fondamentale per riuscire a incidere sulla riduzione delle emissioni inquinanti e sul traffico delle nostre città: camminare o utilizzare la bici elettrica sono due validissime opzioni a basso impatto sull’ambiente e a bassissimo impatto sul portafoglio.

Esistono già in Europa esempi virtuosi da replicare, basti pensare a Copenaghen che si è resa protagonista della mobilità sostenibile con il 50% di spostamenti urbani in bicicletta.

Perché usare la bici elettrica per la mobilità urbana?

Considerare la bicicletta elettrica un mezzo alternativo all’auto per gli spostamenti urbani oltre che per il tempo libero è il primo passo da compiere per avvicinarsi a uno stile di movimento più sostenibile.

I vantaggi di passare alla bicicletta elettrica sono molteplici e di diversa natura:

  • Spostamenti rapidi, si evita il traffico e si raggiunge la destinazione in tempi brevi;
  • Maggiore autonomia rispetto alla bici tradizionale e supporto nei tragitti più lunghi o impegnativi grazie alla pedalata assistita;
  • Versatilità, può essere usata per tragitti di diversa natura;
  • Efficienza e risparmio, nessun problema di parcheggio, autonomia e indipendenza dagli orari dei mezzi pubblici, nessun costo di bollo o tassa di circolazione;
  • Sostenibilità e riduzione dell’inquinamento acustico perché non produce alcun rumore;
  • Salute, benessere e divertimento;

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Quali sono le principali sfide del 2024 per raggiungere una mobilità più sostenibile?
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